POESIE - LIGURIA
“A Barcassa bene armata”
Canzone popolare. Narra della partecipazione di una barcaccia onegliese alla spedizione ordinata nel 1825 da re Carlo Felice contro il Bey di Tripoli. Giunta a noi in un dialetto italianizzato e incompleta. Musicata dal maestro Ernesto Berio, in andante lento, la canzone venne cantata dalle “perasche” (le donne della Borgata “Peri”) in occasione di varie manifestazioni popolari. Tratta da: “Oneglia” di L. Ramella. "La Canzone dei Marinai Onegliesi del 1825"
Dialetto: Liguria

“A Barcassa bene armata”
A barcassa bene armata
Che di notte a rumoreggiava
E nutissie a ne purtava
Del nemico esplorator.

Era l’undici de marsu
U l’ea giurnu de partensa
Pe truvase a la presensa
Di quel Turco ingannator.

Tosto messi i piedi a bordo
cannunei e marinai
Tutti quanti bene armai
semmu prunti a guerreggiar.

A semmu giunti in Barberia
Sensa avé nisciuna disgrassia,
Poi i s’è messa ina burrasca
E a duvemmu abbandonar.

Dopo bèn quaranta giurni
Alla fin siamo tornati:
A semmu sempre preparati
e l’attacco incominciò.

.........

E vui, nòsciu gran munarca
E granduca de Savoia
i sei tuttu cén de gioia
Cén de gloria e de valor.



Traduzione in italiano

la barca bene armata
La barcaccia bene armata
che di totte rumoreggiava
e notizie portava
del nemico esplorator.

Era l'undici di marzo
era giornata di partenza
per trovarsi alla presenza
di quel Turco ingannator.

messi i piedi a bordo
cannonieri e marinai
tutti quanti bene armati
siamo pronti a guereggiare.

Siamo giunti in Barberia
senza nessuna disgrazia,
poi è arruvata una burrasca
e dovemmo abbandorar.

Dopo ben quaranta giorni
alla fine siamo tornati:
siamo sempre preparati
e l'attacco incominciò.

.......

E Voi nostra gran monarca
e granduca dei Savoia
siete tutto pieno di gioia
e pieno di gloria e di valor.

Racconto inviato da: Sissi