POESIE - LAZIO
PAROLE

Dialetto: Lazio

PAROLE
Parole sperze, vecchie, scancellate,
strappate via dar petto
de sto pòro dialetto.
Parole giubbilate,
che gnisuno più impara,
sparite a centinara,
parole da cercà cor moccoletto,
fenite drent'ar ghetto de la sorte,
che le condanna a morte
in nome der progresso.
Parole che oramai
nun ciànno più er permesso de campà.
Fatemele sverzà sopr'a sto fojo:
"gnommero, canoffiena, tatanai,
disdossa, berzitello, farajolo,
sbiossa, caratello,
precojo, spicciatore, miffarolo..."
Parole come fiori ch'ariccojo
sur prato der passato
e che aripono drent'a un tiratore.
E quanno l'opro s'ariscalla er còre.


Traduzione in italiano

PAROLE
Parole perse, vecchie, cancellate,
strappate via dal petto
di questo povero dialetto.
Parole accantonate,
che nessuno più impara,
sparite a centinaia.
Parole che non riesci più a trovare,
finite dentro al ghetto della sorte,
che le condanna a morte
in nome del progresso.
Parole che ormai
non hanno più il permesso di vivere.
Fatemele versare su questo foglio:
"gomitolo, altalena, confusione,
senza sella, giovanotto, mantello,
scossa, barilotto,
recinto, pettine, bugiardo..."
Parole come fiori che raccolgo
sul prato del passato
e che ripongo in un cassetto.
E quando l'apro si riscalda il cuore.

Racconto inviato da: Rosangela Zoppi