RACCONTI - TRENTINO ALTO ADIGE
I bacani del paes.
Ho chiesto alla madre di mia moglie,classe 1917, di buttare giù qualche riga in dialetto, su suoi tempi andati. Lei ha descritto un dialogo tra amici all'osteria. Forse il fatto avrà qualche nota di vissuto o forse no, non ho voluto aprofondire. Lo trascrivo di seguito, io lo ho ritoccato solo minimamente, per renderlo un pochino più comprensibile. Un grazie all'autrice : Erminia, classe 1917.
Dialetto: Trentino Alto Adige

I bacani del paes.
Li dentro l’ostaria davanti an bocalet de merlot el Bepi e el Tulio i se la conta da en bel pezot.

Toi Bepi…
Dime Tulio,
Te me pari en poc zo de quarta.. no stat bem o gat qualche dispiazer?
Mi ve Tulio ne un ne l’altro ringraziando el ciel.
A bem se la è così go bom per ti
Ma si Tulio mi no me podo lamentar..a dirlo en de na bona ora, en famiglia godem bona salute, se campa en bona armonia ma anca l’economia no la va mal, come voi posedem la cà e i campi che se laora e en stala gavem em bestiam che fa gola… e po’ go do sorelle zigherane, en fradel ala Montecatini e mi laoro la campagna ma come te sai tegnim en famei, e pertant me vegn fora el temp da zugar ala balonzina, coi me compagni vago d’acordo… som stimà, bem volù cosa vot de pu? Ma si capita bem qualcos che no va per el so vers giust.- A proposit te fago na confidenza… da em poc de temp ò mes i oci su na putela e no som bom de torla da la ment, ma no me podo lamentar… con mive la se ferma volentera… se parla del pu e del men, ma cosa vot ...la me pias e go bone intenziom, ma… sarà che som timido… no go el coraggio de farghe la me dichiaraziom, ma uno de sti dì voria risciar… cosa ne diset Tulio.
Mi digo che te fai bem, ma se pol saer chi lè stà fortunà.
Eco lé chi el bel… se tel digo no so se te fa piazer
Valà Bepi che ho capì… lè la Carmela
Si vè lè porpri ela.. te sai che la vem sempre a me cà , lè la compagna de me sorella e la ne dis sempre bem, che lè bona brava, e le ancha na bela putela…… Tulio te sentet mal… te sei bianc come na peza….
Ma si Bepi.. me sento strucar el stomec……… Te devi saer che mi e la Carmela ne sem parlai per quasi n’am …. Fevem i nosi progeti… tò che mè capità na scarognà.. erem li soto le vendeme, e na sera come tante me som trovà a so cà a gaver da che dir con so pupà…la Carmela la sa entromes e la ma dat tort a mi, mi me som enfurià e go dit parole che no la se meriteva, e così ne sem lassai, ma mive me som petì e la penso de not e anca de dì.
Va bem se lè così Tulio… per mi me dispias ma no voi eser el to rival, dime alora Tulio perché no tai fat la paze
Perché.. perché…me sento orgoglios.. spero sempre che sia ela a far el prim pas. Ma ades basta, no la soporto pu sta situaziom, ancora stasera la ciamo zo al portom e se le el caso ghe domando perdom.
Te fai bem Tulio perché poderia darse cha la carmela la se meta con uno senza convinziom.. che la podeva capitar a mi, alora si che ghera da pentirse…..
Bravo Bepi te sei propri sagio.
Za che ne sem capii ghe bevem sora en bocalet prima de nara a laorar. A proposit Bepi, te piasela me cosina Gisela, no ghè mal come putela. Vedet Bepi, en di parlando del pu e del mem ò fat el to nome en da na ocasiom, e la Gisela la è vegnua rosa come en peverom. Alora ho pensà che la ga en debol per ti, se caso mai te volesi farghe la cort som quasi sicur che no te avrai nà delusiom.
Ma, varda Tulio che temp endrio la me piaceva, ma no la se ferma miga, la va a portar el lat , la va via zuzza e la varda en tera, la va a funziom e al rosariot con so sorella o col so fradelot…
A bem se la è così te vegni a so casa con mi.
Ma mive Tulio ghò sudiziom da to zio Costante..
Ma valà Bepi che me zio l’è burbero ma l’è en bon om, na scomesa che el ven su dala cantina con en bocal de quel bom.. e me zia Marieta la mete li pam fat en casa e na mortadella da fieta ? No fago per dir … me cusina l’è na putela de vaglia, la fa le fazende de cà … la ucia.. la è brava de taselar.. la monze le vache, e me zii l’è bona zent e boni bacani, padroni de cà e campi , boschi e prai…. Tegn tant bestiam e no i copa de mem de do ruganti a l’am..
Varda Tulio che no voi miga maridarme per interesse…
Valà mago, anca mi la penso come ti.. ma se da el caso che se la sposa la sta bem de cà… sarà tut de guadagnà..
A se l’è per questo te dago resom
Alora Bepi mi te laso e restem d’acordo così … zobia ale sete chi dal Toni no sta mancar.
Te saludo anca mi Tulio.. em boca al lupo stasera…

I compagni i se lasa e da lontam i se saluda via con la mam.





Traduzione in italiano

I contadini del paese. (In questo caso si tratta di contadini benestanti, proprietari del loro fond
Li nell’osteria davanti ad un piccolo boccale di vino merlot il Bepi (Giuseppe) e il Tullio stanno chiacchierando da qualche minuto.

Senti Giuseppe…
Dimmi Tullio….
Mi sembri un poco giù di morale…non stai bene o hai qualche dispiacere ?
No Tullio ne l’una ne l’altra cosa, ringraziando il cielo.
Bene, se è così, ho piacere per te.
Ma si Tullio, io non mi posso lamentare...a dirlo in questo buon momento, in famiglia godiamo di buona salute, si vive in buona armonia e anche la situazione finanziaria non è male, come voi possediamo la casa e i campi che coltiviamo, nella stalla abbiamo bestiame che ci invidiano… e poi due sorelle lavorano alla Manifattura Tabacchi* (* nella Manifattura Tabacchi si facevano i sigari di qui l’appellativo: zigherane ovvero sigaraie) ed un fratello lavora alla Montecatini* (*stabilimento, adesso chiuso, che tanti anni fa dava lavoro a molti operai della Vallagarina), ed io coltivo la campagna ma tu sai che abbiamo anche un aiutante* (* famei , perchè viveva nella casa coi proprietari ) così mi rimane un poco di tempo da dedicare al gioco della “balonzina” * (* il gioco della “balonzina” si faceva un tempo nella piazze dei paesi e si giocava con una palla fatta di gomma e spago che si doveva colpire solo con il pugno) , con i miei amici vado d’accordo…sono stimato e benvoluto… cosa vuoi di più ? …Ma si… c’è qualcosa che non va per il verso giusto… A tal proposito ti voglio fare un confidenza… da qualche temo ho messo gli occhi su una ragazza e non riesco a levarmela dalla mente, ma non mi posso lamentare, con me si ferma volentieri, si parla del più e del meno, ma cosa vuoi ...mi piace… ed ho serie intenzioni, ma… sarà che sono timido… non ho il coraggio de farle la mia dichiarazione, ma uno di questi prossimi giorni vorrei provare a dichiararmi… tu che ne pensi Tullio ?
Io dico che fai bene… ma si può sapere chi è la fortunata ?
Ecco qui viene il bello.. se te lo dico, non so se ti farà piacere…
Dai Giuseppe… che ho capito… si tratta della Carmela…
Si è proprio lei… tu sai che viene sempre a casa mia… è l’amica di mia sorella che ne parla sempre bene… che è buona, brava, ed è anche una bella ragazza… Tullio ti senti male… Sei bianco come uno straccio…
Ma si… Giuseppe… mi sento come se mi strizzassero lo stomaco… Tu devi sapere che io e Carmela siamo stati fidanzati per quasi un anno … Facevamo i nostri progetti… ma mi è capitata una maledizione… eravamo in tempo di vendemmia, e una sera come tante mi sono trovato a casa sua ad avere una discussione con suo padre… la Carmela si è intromessa tra di di noi ed ha dato torto a me, io mi sono infuriato e le ho detto parole che lei non meritava, e così ci siamo lasciati. Ma adesso mi sono pentito e la penso di giorno e anche di notte.
Va bene, se le cose sono così Tullio… per me è un dispiacere ma io non voglio essere il tuo rivale. Dimmi allora Tullio perché non hai fatto pace ?
Perché.. perché…mi sento orgoglioso… e spero sempre che sia lei a fare il primo passo. Ma adesso basta, non la sopporto più questa situazione, ancora questa sera la chiamo giù al portone e se vedo che è il caso, le domando anche perdono.
Fai la cosa giusta perché potrebbe essere che la Carmela si metta con uno senza esserne convinta …. che poteva capitare a me, e allora si che c’era da pentirsi.
Bravo Giuseppe, tu sei proprio un uomo saggio.
Dato che ci siamo capiti, ci beviamo un altro boccale di vino, prima di andare al lavoro. A proposito Giuseppe, ti piace mia cugina Gisella, non è male come ragazza . Vedi Giuseppe, un giorno parlando del più e del meno, ho occasionalmente fatto il tuo nome … e la Gisella è diventata rossa come un peperone. Allora mi è venuto da pensare che lei avesse un debole per te. Se caso mai tu volessi farle la corte sono quasi certo che non avresti delusioni.
Ma… vedi Tullio tempo addietro mi piaceva, ma non si ferma mai, lei va a portare il latte ed è sempre di fretta e con gli occhi bassi… va alle funzioni o al rosario sempre accompagnata dalla sorella o dal fratellino…
Ah… se le cose stanno così ti porto io a casa sua.
Ma io Tullio… tuo zio Costante mi mette in soggezione.
Ma no Giuseppe, mio zio è un uomo burbero ma è un buon uomo. Facciamo una scommessa che lui porterà su dalla cantina un boccale di vino buono.. e che la mia zia Maria metterà in tavola il pane fatto in casa e un salamino da fetta? Non faccio per dire…ma mia cugina è una ottima ragazza, fa le faccende di casa … fa la maglia .. è brava a rammendare...munge le mucche … e i miei zii sono delle brave persone e buoni “bacani”* (*contadini proprietari delle loro terre , insomma benestanti), padroni della loro casa , di campi , boschi e prati…. hanno tanto bestiame e non ammazzano meno di due maiali all’anno.
Guarda Tullio che io non voglio mica sposarmi per interesse …
Dai sciocco…. Anch’io la penso come te … ma se per caso la moglie è una benestante è tutto di guadagnato.
Ah… se è per questo motivo ti do ragione
Allora Giuseppe, io ti lascio e rimaniamo d’accordo che giovedì alle sette ci ritroviamo qui dal Toni, non mancare.
Ti saluto anch’io Tullio … e in bocca al lupo per questa sera……

I due amici si lasciano e da lontano si salutano con la mano.



Racconto inviato da: Emiliano