POESIE - CALABRIA
Diri e fari
Sonetto n.31 della raccolta: "Parranu i brunzi", del poeta cauloniese Orazio Raffaele Di Landro; riflessione su quanta differenza c'è tra il "dire" e il "fare".
Dialetto: Calabria

Diri e fari
'On jìvi mai videndu chi si dici,
jìvi sulu videndu chi si faci;
ma l'importanti 'on è quantu si dici,
né sulamenti chidu chi si faci;

l'importanti è u si faci chi si dici;
nomm'u si dici mai senz'u si faci.
Mi piaci cui po' diri: - U dissi e u fici. -;
quest'esti: Abbasta u dici, e poi mu faci.

Ma ognunu dici e faci a modu soi:
C'è cui non parra mai prima di fatti,
e c'è cui menti u carru avant'e voi;

cui vaji lentu, e poi cui faci satti;
cui non distingui mai tra prima e poi;
e c'è cui faci, ma 'on rispetta i patti.


Traduzione in italiano

Dire e fare
Non ho mai badato a quel che si dice,
ma sono sempre stato attento a quello che si fa;
ma l'importante non è quello che si dice,
né solamente quello che si fa;

l'importante è fare quello che si dice;
non bisogna mai dire senza fare.
Mi piace la gente che può dire: - L'ho detto e l'ho fatto. -;
chiunque sia: Basta che dica, e poi faccia.

Ma ognuno dice e fa a modo suo:
C'è chi non parla mai prima dei fatti,
e c'è chi mette il carro davanti ai buoi;

chi va lento, e poi chi fa salti;
chi non distingue mai tra prima e poi;
e c'è chi fa, ma non rispetta i patti.

Racconto inviato da: Orazio Raffaele Di Landro