Le poesie
della regione Calabria
Canzunedha a la diverza
Questa è un'altra versione di "Canzonetta alla rovescia", si trova nel libro "Canti e Cunti" raccolti dal dottor Nino Germanò (1900-1985) per molti anni medico condotto in quel di Scido e Santa Giorgia in provincia di Reggio Calabria. La sua motivazione per questo libro fu la sua paura che il dialetto e la tradizione orale dei nostri paesi si andava via via perdendo. Questa variazione è nel dialetto scidese.
Inviato da: Silvana Rechichi
Questa è un'altra versione di "Canzonetta alla rovescia", si trova nel libro "Canti e Cunti" raccolti dal dottor Nino Germanò (1900-1985) per molti anni medico condotto in quel di Scido e Santa Giorgia in provincia di Reggio Calabria. La sua motivazione per questo libro fu la sua paura che il dialetto e la tradizione orale dei nostri paesi si andava via via perdendo. Questa variazione è nel dialetto scidese.
Inviato da: Silvana Rechichi
Canzuneja a la diverza
Una canzonetta per far sorridere e divertire, questa versione è come la racconta la mia mamma.
Inviato da: Silvana Rechichi
Una canzonetta per far sorridere e divertire, questa versione è come la racconta la mia mamma.
Inviato da: Silvana Rechichi
Potighari Disonesti
Questa piccola filastrocca descrive come i commercianti pur di guadagnare di più sono preparati anche a fregare Cristo.
Inviato da: Silvana Rechichi
Questa piccola filastrocca descrive come i commercianti pur di guadagnare di più sono preparati anche a fregare Cristo.
Inviato da: Silvana Rechichi
Brunetta Sapurita
Al giorno d'oggi che vanno di moda le bionde, questa spigolatura esalta il valore delle brune.
Inviato da: Silvana Rechichi
Al giorno d'oggi che vanno di moda le bionde, questa spigolatura esalta il valore delle brune.
Inviato da: Silvana Rechichi
U Venniri e Santu
Si parla di un tempo ormai lontano quando non fare digiuno il venerdì era considerato un peccato.
Inviato da: I miei antenati
Si parla di un tempo ormai lontano quando non fare digiuno il venerdì era considerato un peccato.
Inviato da: I miei antenati
ZÀDDRARI
Un comico (si fa per dire, altro che comico!) ricordo della terza elementare e della fame, quella vera. Note: Ciccu è il diminuitivo di Franciscu. Il dialetto è quello di Montalto Uffugo (CS)
Inviato da: Benito Ciarlo
Un comico (si fa per dire, altro che comico!) ricordo della terza elementare e della fame, quella vera. Note: Ciccu è il diminuitivo di Franciscu. Il dialetto è quello di Montalto Uffugo (CS)
Inviato da: Benito Ciarlo
Nu juornu di duminica matina
Ingenua filastrocca nonsense che mio nonno Pietro (classe 1903) mi insegnò quando avevo cinque anni (1955), non mancando di farmi notare che di domenica non si lavora, che con la falce non si semina ma si miete, che sulle querce nascono le gliànne (ghiande) e che il padrone delle pere non può chiamare ladro chi sta raccogliendo ciliege e che,infine, il calcagno fa parte del piede ed è quindi impossibile che, se ferito, provochi la fuoriuscita di sangue dal naso o dalle braccia.
Inviato da: Benito Ciarlo
Ingenua filastrocca nonsense che mio nonno Pietro (classe 1903) mi insegnò quando avevo cinque anni (1955), non mancando di farmi notare che di domenica non si lavora, che con la falce non si semina ma si miete, che sulle querce nascono le gliànne (ghiande) e che il padrone delle pere non può chiamare ladro chi sta raccogliendo ciliege e che,infine, il calcagno fa parte del piede ed è quindi impossibile che, se ferito, provochi la fuoriuscita di sangue dal naso o dalle braccia.
Inviato da: Benito Ciarlo

